Ormai una parte dei ricordi, dei documenti e altro sono su internet; per non parlare dei vari giochi di ruolo e di strategia. Ognuno di questi siti ci fa entrare solo se inseriamo il nostro nickname e la relativa password; ma... se ce la dimentichiamo? Ogni sito ha un sistema per ricuperare l'accesso in caso di smarrimento password: spedizione di una nuova password alla nostra email, per esempio; oppure, molti siti prevedono una cosiddetta domanda segreta, a cui abbiamo risposto al momento dell'iscrizione.
Questo sembra un buon livello di sicurezza: chi potrebbe rispondere ad una domanda con la stessa nostra risposta? Ebbene: non è così! Alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University, in collaborazione con Microsoft, hanno presentato uno studio al simposio IEEE per la sicurezza, secondo il quale è abbastanza probabile indovinare la risposta, quindi per niente segreta.
Un esempio che ha fatto il giro del mondo fu l'intrusione nella casella postale su Yahoo del governatore dell'Alasca (Sarah Polin), durante la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti; i "ladri" risposero alla domanda segreta inserendo il nome della località in cui la politica incontrò la prima volta il marito, notizia evidentemente pubblica.
Certo, per una persona che non ha vita pubblica potrebbe essere difficile recuperare una simile informazione; però i nostri amici potrebbero saperla e magari non sono proprio amici: se qualcuno entrasse nella nostra utenza del gioco di strategia preferito e ci cancellasse quanto abbiamo messo su faticosamente, non saremmo proprio contenti, che ne dite?
Le probabilità di intrusione aumentano per quei siti che impongono domande semplici (luogo di nascita, per esempio), ma anche negli altri casi non sembra così difficile: nell'esperimento presentato, più del 15% delle persone sotto esame hanno indovinato le risposte di persone sconosciute! I casi favorevoli aumentano se si tratta di persone che si conoscono, come gli amici o personaggi pubblici (fino a poco meno del 30%). Sembrano percentuali basse, ma se la base è rappresentata da qualche milione di utenti internet, i casi favorevoli sono comunque troppi. Siamo quindi nella situazione in cui il sistema di password, magari a prova di spyware, con anche un controllo di lunghezza minima, obbligatorietà di lettere maiuscole, minuscole e cifre (cioè una combinazione molto sicura), viene superato da un sistema di recupero password alla portata di molti. È come usare una serratura a prova di ladro e lasciare la chiave sotto lo zerbino!
Un modo per ricuperare la sicurezza nei casi di "domanda segreta" sarebbe di rispondere con una serie di caratteri senza senso compiuto, meglio se casuali; però, se abbiamo dimenticato la password, come facciamo a ricordarci della risposta segreta? Anzi: si è anche trovato che entro pochi mesi questa risposta, anche se vera, viene dimenticata: chi si ricorda se all'iscrizione abbiamo usato l'articolo davanti al nome, se abbiamo messo delle virgole oppure usato le maiuscole? Più che una sicurezza, questo meccanismo sembra più un ostacolo.
Come consiglio, meglio usare i siti che, in caso di smarrimento della password, ne spediscono una nuova alla nostra mail: attenzione però alla password usata per entrare nella mail! Il tutto rischia di presentarsi come un serpente che si morde la coda!
Personalmente, ho risolto in altro modo: l'eventuale risposta alla domanda segreta è sempre una sequenza casuale di caratteri, almeno una ventina e la password... non me la scordo mai! Come? La scrivo sul palmare, in un software con sicurezza a 128 bit: c'è un'altra password da ricordare, ma questa volta è una sola! Per cose importanti, tipo banca e altro, meglio non usare il browser per memorizzare la password di un sito: alcuni browser sono ben protetti, ma perché rischiare?
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2009-05-20
2008-12-27
iSync, Palm e MacOS X
Sono appena passato da un meraviglioso Powerbook G4 12" ad uno stupendo MacBook Pro 15,4" Intel Core Duo a 2.5GHz e, dopo averci giocato un po', ho cominciato a trasferire manualmente i dati dal vecchio al nuovo: tutto bene fino alla sincronizzazione con il Palm T5, Palm OS 5.4...
A discapito della semplicità (a mio parere) sia del Mac OS che del Palm OS, farli parlare non è mai stata una cosa facile. Finché si resta al minimo di integrazione, le cose funzionano: si installa l'ultima versione di Palm Desktop (giunto per il Mac alla 4.2.1 rev.D) e possiamo subito fare un backup e creare/modificare dati sul Mac. Di solito la prima sincronizzazione non è completa, ma dalla seconda in poi andiamo sul velluto.
Tutto cambia se vogliamo utilizzare quegli ottimi strumenti che sono iCal e Rubrica Indirizzi; cioé usare indifferentemente il Palm ed il nostro Mac per aggiungere e cambiare contatti ed eventi e poi sincronizzare le informazioni, in modo da avere le stesse cose su entrambi.
Diciamo subito che se vogliamo una sincronizzazione completa, che comprende anche le foto, i file musicali ed altro, allora l'unico software resta The Missing Sync; è a pagamento (40$), ma se vogliamo il massimo può essere un buon investimento. Se invece non vogliamo spendere nemmeno un centesimo in più, perché tra Palm e MacBook siamo rimasti al verde... allora dobbiamo far parlare iSync e Palm Desktop.
Se usiamo MacOS dal X.2.5 al X.3.9, le cose, pur restando laboriose, funzionano subito: si scarica iSync Palm Conduit e si fa doppio click sul pacchetto di installazione presente sul dmg; la procedura installa il conduit corretto e disabilita i corrispettivi Palm (che indirizzano la sincro verso Palm Desktop); poi dal Palm HotSync Manager attiviamo la sincronizzazione e l'icona del Palm comparirà in iSync, dove potremo settare le preferenze. A posto.
Ma in Tiger Apple ha voluto migliorare il procedimento... peggiorando il tutto!
Infatti, iSync 2.0 in poi, contiene al suo interno il conduit per Palm: basta andare nel menu Dispositivi e scegliere Abilita Sincronizzazione Palm OS. iSync installa automaticamente il conduit nella cartella giusta e disabilita quelli di Palm. Poi si fa partire Palm HotSync Manager, menu HotSync->Impostazioni Conduit e dalla finestra conseguente si fa doppio click su iSync Conduit e si attiva la sincro del Palm e l'icona di un Palm compare sulla finestra di iSync. Purtroppo il tutto non funziona: quando si effettua una sincronizzazione, liSync Conduit viene saltato (nel log compare qualcosa del genere iSync terminated). Con una ricerca sui vari blog e tra le discussioni del forum Apple si scopre che spesso è una questione di permessi: la cartella /Library/Application Support/Palm HotSync/Conduits non è accessibile all'utente, assieme ad altre cartelle. La loro correzione ha spesso risolto il problema; per far ciò occorre usare il Terminale (da Finder le operazioni sono laboriose e qualche volta non definitive). Quindi, se il problema è che iSync viene terminato prima di fare qualunque azione, apriamo il Terminale (cartella Applicazioni/Utility) da un utente amministratore e diamo i seguenti comandi (attenzione alla direzione delle barre / e \) e copiamo esattamente i seguenti (come al solito, il Terminale può essere dannoso se non si fanno le cose per bene! Quindi attenzione!):
sudo chown -R nomeUtente:admin /Library/Application\ Support/Palm\ HotSync/Conduit/
vi verrà chiesta la password di amministratore; sostituite a nomeUtente il nome del vostro utente; in questo modo abbiamo cambiato il proprietario della cartella. Ora dobbiamo darli i permessi in lettura e scrittura:
sudo chmod -R 775 /Library/Application\ Support/Palm\ HotSync/Conduit
Questo dovrebbe essere sufficiente a far funzionare il tutto. Se il problema continua, potete provare a fare le stesse azioni sulle due cartelle
/Library/Application\ Support/Palm\ Desktop
/Applications/Palm
sempre usando il comando sudo.
Potrebbe presentarsi invece un problema più a monte: il Palm HotSync Manager non vede il conduit iSync! Cioé, dopo aver scelto in iSync nel menu Dispositivi la voce Abilita Sincronizzazione Palm OS e aver seguito la procedura senza errori, si va in Palm HotSync Manager e dal menu HotSync si sceglie Impostazione Conduttori... ma nella finestra conseguente non troviamo iSync e quindi non possiamo attivare il Palm. Questo è quanto successo a me: ci ho perso una giornata (ok, fuori c'erano 3° ed un vento siberiano, però...).
La soluzione mi è balzata agli occhi quando in una discussione sul forum Apple qualcuno ha fatto notare che se impostava MacOS in inglese (si trattava di un utente francese) tutto funzionava. Se avete il problema di non vedere il conduit iSync, allora provate a fare le seguenti operazioni da Finder (o da Terminale, ma sappiamo che toccare il Terminale può essere pericoloso...):
- nel menu Vai del Finder, scegliamo Vai alla Cartella...;
- si apre un campo di testo, in cui scriveremo (attenzione agli spazi):
/Library/Application Support/Palm HotSync/Conduits/Apple/Contents/Resources/
Diamo return (o click Ok) e si apre una finestra del Finder: dovremmo vedere un file di tipo bundle e due (o più cartelle: dipende da quante lingue abbiamo installato con MacOSX) cartelle: una si chiama English.lproj e l'altra Italian.lproj. Un solo click su quest'ultima e premiamo cmd-I per ottenere le informazioni. Il Finder apre una finestra di informazioni, che mostra alla voce Dimensioni...: zero byte!
Se facciamo la stessa cosa con English.lproj, vedremo che questa invece contiene circa 2500 byte!
Quindi il conduit non viene caricato perché si trova senza alcuna interfaccia! Ho guardato dentro iSync e tutto sembra a posto; dovrebbe quindi essere un baco del codice di iSync.
Per risolvere il problema, dobbiamo impedire che l'interfaccia italiana del conduit sia caricata; si potrebbe cancellarla, ma è più prudente non farlo! Cambiamo invece il suo nome, in modo che MacOS non la trovi e sia costretto a caricare quella inglese. Dobbiamo farlo da terminale, poiché dal Finder non avremmo i permessi. Lasciamo aperta la finestra del Finder appena esaminata, andiamo sul Terminale e scriviamo il seguente comando senza dare alcun return (come sempre, attenzione!):
sudo mv
avendo cura di aggiungere uno spazio dopo mv; ora dobbiamo inserire il percorso alla cartella: l'operazione è semplice se andiamo sulla precedente finestra del Finder e trasciniamo la cartella Italian.lproj sulla finestra del Terminale: il suo indirizzo viene aggiunto al comando (non preoccupiamoci se si va nella riga sotto: Terminale è in grado di capire che si continua nella prossima riga); digitiamo un altro spazio e trasciniamo nuovamente la stessa cartella. Ora il cursore lampeggiante si trova dopo la parola lproj; usando il tasto Delete in alto a destra sulla tastiera, cancelliamo le lettere Italian.lproj e al loro posto mettiamo qualcosa che ci ricordi cosa abbiamo fatto: consiglio italiano.lproj.old, ma metteteci quel che volete! Date return, fornite la password se richiesta ed uscite dal Terminale.
Ora aprite Palm HotSync Manager e dal menu HotSync aprite la finestra dei conduit: iSync dovrebbe essere visibile! Da lì siamo in discesa!
Bisogna ancora usare un po' di pazienza: è bene riaprire HotSync Manager con la sua finestra di settaggi dei conduit (la prima volta non si era salvata correttamente...). Inoltre, la prima sincro in pratica ha effettuato solo un lunghissimo backup di tutti i software del Palm: per avere anche calendario e indirizzi a posto ho dovuto ripetere la sincronizzazione. E ora finalmente sono a posto!
Come detto all'inizio, sembra che Missing Sync per Palm OS risolva tutti questi problemi, ma 40$ non sono pochissimi, rispetto a questa soluzione, che è gratis.
Spero che questa mia esperienza sia utile a qualcuno. Potete lasciare commenti sul successo delle operazioni, indicando quale ha risolto (e se ha risolto...). Come indicazione, aggiungo che il mio modello di Palm è il Tungsten T5.
A discapito della semplicità (a mio parere) sia del Mac OS che del Palm OS, farli parlare non è mai stata una cosa facile. Finché si resta al minimo di integrazione, le cose funzionano: si installa l'ultima versione di Palm Desktop (giunto per il Mac alla 4.2.1 rev.D) e possiamo subito fare un backup e creare/modificare dati sul Mac. Di solito la prima sincronizzazione non è completa, ma dalla seconda in poi andiamo sul velluto.
Tutto cambia se vogliamo utilizzare quegli ottimi strumenti che sono iCal e Rubrica Indirizzi; cioé usare indifferentemente il Palm ed il nostro Mac per aggiungere e cambiare contatti ed eventi e poi sincronizzare le informazioni, in modo da avere le stesse cose su entrambi.
Diciamo subito che se vogliamo una sincronizzazione completa, che comprende anche le foto, i file musicali ed altro, allora l'unico software resta The Missing Sync; è a pagamento (40$), ma se vogliamo il massimo può essere un buon investimento. Se invece non vogliamo spendere nemmeno un centesimo in più, perché tra Palm e MacBook siamo rimasti al verde... allora dobbiamo far parlare iSync e Palm Desktop.
Se usiamo MacOS dal X.2.5 al X.3.9, le cose, pur restando laboriose, funzionano subito: si scarica iSync Palm Conduit e si fa doppio click sul pacchetto di installazione presente sul dmg; la procedura installa il conduit corretto e disabilita i corrispettivi Palm (che indirizzano la sincro verso Palm Desktop); poi dal Palm HotSync Manager attiviamo la sincronizzazione e l'icona del Palm comparirà in iSync, dove potremo settare le preferenze. A posto.
Ma in Tiger Apple ha voluto migliorare il procedimento... peggiorando il tutto!
Infatti, iSync 2.0 in poi, contiene al suo interno il conduit per Palm: basta andare nel menu Dispositivi e scegliere Abilita Sincronizzazione Palm OS. iSync installa automaticamente il conduit nella cartella giusta e disabilita quelli di Palm. Poi si fa partire Palm HotSync Manager, menu HotSync->Impostazioni Conduit e dalla finestra conseguente si fa doppio click su iSync Conduit e si attiva la sincro del Palm e l'icona di un Palm compare sulla finestra di iSync. Purtroppo il tutto non funziona: quando si effettua una sincronizzazione, liSync Conduit viene saltato (nel log compare qualcosa del genere iSync terminated). Con una ricerca sui vari blog e tra le discussioni del forum Apple si scopre che spesso è una questione di permessi: la cartella /Library/Application Support/Palm HotSync/Conduits non è accessibile all'utente, assieme ad altre cartelle. La loro correzione ha spesso risolto il problema; per far ciò occorre usare il Terminale (da Finder le operazioni sono laboriose e qualche volta non definitive). Quindi, se il problema è che iSync viene terminato prima di fare qualunque azione, apriamo il Terminale (cartella Applicazioni/Utility) da un utente amministratore e diamo i seguenti comandi (attenzione alla direzione delle barre / e \) e copiamo esattamente i seguenti (come al solito, il Terminale può essere dannoso se non si fanno le cose per bene! Quindi attenzione!):
sudo chown -R nomeUtente:admin /Library/Application\ Support/Palm\ HotSync/Conduit/
vi verrà chiesta la password di amministratore; sostituite a nomeUtente il nome del vostro utente; in questo modo abbiamo cambiato il proprietario della cartella. Ora dobbiamo darli i permessi in lettura e scrittura:
sudo chmod -R 775 /Library/Application\ Support/Palm\ HotSync/Conduit
Questo dovrebbe essere sufficiente a far funzionare il tutto. Se il problema continua, potete provare a fare le stesse azioni sulle due cartelle
/Library/Application\ Support/Palm\ Desktop
/Applications/Palm
sempre usando il comando sudo.
Potrebbe presentarsi invece un problema più a monte: il Palm HotSync Manager non vede il conduit iSync! Cioé, dopo aver scelto in iSync nel menu Dispositivi la voce Abilita Sincronizzazione Palm OS e aver seguito la procedura senza errori, si va in Palm HotSync Manager e dal menu HotSync si sceglie Impostazione Conduttori... ma nella finestra conseguente non troviamo iSync e quindi non possiamo attivare il Palm. Questo è quanto successo a me: ci ho perso una giornata (ok, fuori c'erano 3° ed un vento siberiano, però...).
La soluzione mi è balzata agli occhi quando in una discussione sul forum Apple qualcuno ha fatto notare che se impostava MacOS in inglese (si trattava di un utente francese) tutto funzionava. Se avete il problema di non vedere il conduit iSync, allora provate a fare le seguenti operazioni da Finder (o da Terminale, ma sappiamo che toccare il Terminale può essere pericoloso...):
- nel menu Vai del Finder, scegliamo Vai alla Cartella...;
- si apre un campo di testo, in cui scriveremo (attenzione agli spazi):
/Library/Application Support/Palm HotSync/Conduits/Apple/Contents/Resources/
Diamo return (o click Ok) e si apre una finestra del Finder: dovremmo vedere un file di tipo bundle e due (o più cartelle: dipende da quante lingue abbiamo installato con MacOSX) cartelle: una si chiama English.lproj e l'altra Italian.lproj. Un solo click su quest'ultima e premiamo cmd-I per ottenere le informazioni. Il Finder apre una finestra di informazioni, che mostra alla voce Dimensioni...: zero byte!
Se facciamo la stessa cosa con English.lproj, vedremo che questa invece contiene circa 2500 byte!
Quindi il conduit non viene caricato perché si trova senza alcuna interfaccia! Ho guardato dentro iSync e tutto sembra a posto; dovrebbe quindi essere un baco del codice di iSync.
Per risolvere il problema, dobbiamo impedire che l'interfaccia italiana del conduit sia caricata; si potrebbe cancellarla, ma è più prudente non farlo! Cambiamo invece il suo nome, in modo che MacOS non la trovi e sia costretto a caricare quella inglese. Dobbiamo farlo da terminale, poiché dal Finder non avremmo i permessi. Lasciamo aperta la finestra del Finder appena esaminata, andiamo sul Terminale e scriviamo il seguente comando senza dare alcun return (come sempre, attenzione!):
sudo mv
avendo cura di aggiungere uno spazio dopo mv; ora dobbiamo inserire il percorso alla cartella: l'operazione è semplice se andiamo sulla precedente finestra del Finder e trasciniamo la cartella Italian.lproj sulla finestra del Terminale: il suo indirizzo viene aggiunto al comando (non preoccupiamoci se si va nella riga sotto: Terminale è in grado di capire che si continua nella prossima riga); digitiamo un altro spazio e trasciniamo nuovamente la stessa cartella. Ora il cursore lampeggiante si trova dopo la parola lproj; usando il tasto Delete in alto a destra sulla tastiera, cancelliamo le lettere Italian.lproj e al loro posto mettiamo qualcosa che ci ricordi cosa abbiamo fatto: consiglio italiano.lproj.old, ma metteteci quel che volete! Date return, fornite la password se richiesta ed uscite dal Terminale.
Ora aprite Palm HotSync Manager e dal menu HotSync aprite la finestra dei conduit: iSync dovrebbe essere visibile! Da lì siamo in discesa!
Bisogna ancora usare un po' di pazienza: è bene riaprire HotSync Manager con la sua finestra di settaggi dei conduit (la prima volta non si era salvata correttamente...). Inoltre, la prima sincro in pratica ha effettuato solo un lunghissimo backup di tutti i software del Palm: per avere anche calendario e indirizzi a posto ho dovuto ripetere la sincronizzazione. E ora finalmente sono a posto!
Come detto all'inizio, sembra che Missing Sync per Palm OS risolva tutti questi problemi, ma 40$ non sono pochissimi, rispetto a questa soluzione, che è gratis.
Spero che questa mia esperienza sia utile a qualcuno. Potete lasciare commenti sul successo delle operazioni, indicando quale ha risolto (e se ha risolto...). Come indicazione, aggiungo che il mio modello di Palm è il Tungsten T5.
2008-06-03
Processori Nvidia
State leggendo giusto: l'azienda californiana Nvidia, conosciutissima per le schede di visualizzazione (cioé, le schede grafiche!) non solo ha comunicato l'intenzione di entrare nella produzione di micro-processori, ma ha annunciato l'uscita di uno di essi! Ha il nome in codice di Tegra ed è studiato per apparecchi mobile, tipo telefonini e palmari.
Le informazioni della stessa Nvidia, disponibili sul sito americano (su quello italiano non ci sono ancora) indicano che questo processore è particolarmente focalizzato verso la parte grafica, è a basso consumo e vuole portare la potenza di un sistema desktop sui dispositivi portatili.
Le informazioni della stessa Nvidia, disponibili sul sito americano (su quello italiano non ci sono ancora) indicano che questo processore è particolarmente focalizzato verso la parte grafica, è a basso consumo e vuole portare la potenza di un sistema desktop sui dispositivi portatili.
2008-05-03
Mozilla sul cellulare
Con l'avvento dell'iPhone (che in Italia tarda ad arrivare grazie agli accordi ancora da venire con gli operatori telefonici), la gente si sta abituando all'idea del web disponibile in tasca.
Infatti, in iPhone, oltre al sistema operativo MacOS X, è installato il browser di default dei computer Apple, Safari.
E altri stanno fiutando la nuova tendenza: M.Baker, la presidentessa della Mozilla Foundation, produttrice di Firefox ha fatto sapere che c'è ancora molto da fare per sfruttare a fondo il web dai dispositivi mobile. Questo va nella stessa direzione dell'annuncio di ottobre scorso, secondo cui la Mozilla ha comunicato di voler costruire il primo browser completamente Open-Source per telefoni e palmari (Safari, infatti, usa anche parti di codice non aperto).
In un'intervista, la Baker ha affermato che il primo passo è stato quello di progettare un codice che non sia così affamato di memoria come quello normale per pc (Firefox è noto per essere un browser molto sicuro ma piuttosto lento in partenza e che utilizza quanta più RAM si trovi a disposizione). Nel seguito, sarà usata la solita di Mozilla: verranno rilasciati molti prototipi ravvicinati, in modo da raccogliere il più possibile le informazioni dagli utenti. La previsione è che già durante il 2008 si potrà vedere qualcosa, anche se non con le caratteristiche finali.
iPhone e Safari stanno dimostrando che si può navigare normalmente senza tirare in ballo il WAP, come se si fosse sul proprio computer, ma Firefox vuole invece dimostrare che c'è spazio per un software non legato alla macchina/telefono e che possa essere personalizzato ed esteso tramite il meccanismo di successo attuale.
Sappiamo infatti che anche sulla stessa piattaforma di Apple, una percentuale, anche se di minoranza, di utenti usa Firefox: sia per una maggiore compatibilità con tutti i siti (Safari è molto rigido sugli standard accettati), sia per le possibilità di personalizzazione e per le estensioni.
Primo commento: al termine dell'intervista, la Baker afferma: "non sto parlando di un telefono; qualche volta ho bisogno di parlare in diretta con qualcuno, altre volte ho bisogno di altro. Lo scopo è di avere un dispositivo flessibile da portarsi dietro che, tra molte altre cose, abbia anche un telefono". Questa mi sembra finalmente la prima definizione centrata per l'iPhone! A parte quella usata da Steve Jobs quando lo presentò; ma pochi capirono in quel momento.
Secondo commento: la presidente di Mozilla Foundation si lamenta delle difficoltà poste dagli operatori telefonici americani, dicendo che all'estero le cose sono più semplici e soprattutto possibili. Evidentemente non si riferiva all'Italia! O sarà che l'erba del vicino è sempre più verde?
2008-02-02
Nuovo OS per Palm nel 2009
Rumors su un nuovo sistema operativo che sostituisca il vecchio (l'ultima versione ha 5 anni!) PalmOS? Negli ultimi periodi se ne sono sentiti parecchi, qualcuno anche confortato da un prodotto (vedi il Treo 750 con Windows Mobile!). Ma ora sembra essere una decisione vera: nel 2009 Palm dovrebbe mettere sul mercato nuovi dispositivi PDA con un PalmOS (per ora non ha un nome in codice) basato su Linux.
I tecnici di Palm hanno preso questa decisione dopo aver osservato che l'altro candidato (piattaforma Access Linux) non presentava le caratteristiche richieste dagli utenti Palm.
Secondo un dirigente, anche per gli utenti PDA ormai il web è una basa comune irrinunciabile, dove la gente vuole poter gestire le proprie informazioni senza tener conto di dove sono, sia fisicamente nel computer che geograficamente: il nuovo OS ed i prodotti che lo useranno dovranno tenerne conto, magari utilizzando al massimo le ultime tecnologie wireless, per esempio il WiMAX. Questo dovrebbe permettere a Palm di provare differenti modelli di mercato.
Nel frattempo, dovrebbero rendersi disponibili altri prodotti con Windows Mobile, per mantenere vivo il proprio mercato: Palm infatti proviene da 6 mesi di perdite finanziarie, anche se la liquidità della società non è messa in dubbio nell'attesa del 2009.
Palm ha dalla sua il fatto di aver in pratica inventato il concetto di computer palmare (a parte un ottimo tentativo di Apple con il suo Newton, troppo in anticipo con i tempi), con un OS piatto, che però simulava molto bene quelli gerarchici a cartelle. Questo ha sempre comportato una necessità di potenza molto bassa (fino a pochi anni fa gli 8MHz di clock erano più che sufficienti!) e a consumi bassissimi (il mio Palm Vx, in bianco/nero, riceveva al massimo una ricarica al mese, con utilizzo sostenuto!).
L'attuale PalmOS 5 funziona benissimo, ma ha qualche mancanza nella gestione delle nuove tecnologie ed il mercato vuole la novità. Per cui ecco i Treo con Windows Mobile (con aggiunte da parte di Palm) installato, che però non hanno molto incontrato tra gli utenti Palm; in effetti, il dover chiudere ogni applicazione, proprio come se fossimo su un computer Windows, non è il massimo (l'utente Palm storico è abituato a passare da un'applicazione all'altra soltanto richiamandola, senza mai chiudere nulla - eccezione per i navigatori GPS) e lo stesso trovarsi davanti al modus operandi di computer implica una minore immediatezza, che su un palmare deve invece essere massima.
Nel frattempo, Palm ha provato alcune strade, ma senza trovarne alcuna percorribile; è da sperare che questa scelta sia proficua: Palm ha dimostrato di avere un concetto di utilizzo molto vicino a quello ideale, tanto che chi ha provato un Palm, difficilmente cambia (a meno di aver necessità delle caratteristiche mancanti), per non perdere quella facilità d'uso che deve rivaleggiare con penna e agenda cartacea: altrimenti il palmare resterà in tasca, altro inutile gadget tecnologico. Diventa invece utile se, come è successo a me, agenda, rubrica, post-it, fogli volanti... scompaiono!
[sorgente: PCMagazine]
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