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2024-11-22

"AI" personale

 ...nonostante il titolo, non si tratta di discutere dell'intelligenza di ognuno di noi (altrimenti ne vedremmo delle belle - me compreso, naturalmente). Sempre che ci sia accordi sul significato di intelligenza…

Si tratta, ovviamente, dell'argomento trend di questi periodi: macchine che simulano l'intelligenza (meglio:: fanno finta di essere intelligenti). L'intelligenza artificiale ha sempre avuto un certo fascino: a partire dal famoso Turco che giocava a scacchi, passando per "Guess the animal", portato su Apple II negli anni '80 (e che oggi si trova persino su alcuni siti), fino alle attuali AI, a cui si può dare comandi (non diciamo parlare!) con linguaggio naturale.

Ho già discusso un po' di volte del problema di base, cioè, di come istruire queste macchine: prendere tutto quello che c'è in rete? Anche la relativa montagna di spazzatura? Solo le pubblicazioni di pubblico dominio? Quindi tralasciando probabilmente le voci più autorevoli? Per cui non mi dilungo su questo.

Tra i vari produttori di IA c'è ovviamente anche Google, con il suo modello Gemini AI. Ma sappiamo che Google riesce a lanciare contemporaneamente anche un centinaio di prodotti (salvo poi abbandonarne 90); quindi, una volta avuto in mano motore AI, perché non spanderlo ovunque?

È la strategia seguita anche da altri: da Microsoft con il suo Copilot, inserito anche nel motore di ricerca Bing; oppure da Apple con il recente arrivo sulle proprie piattaforme MacOS/iOS. O persino dal browser Arc nella ricerca (su piattaforme mobile). Quindi anche Google.

Quello di cui voglio parlare oggi è NotebookLM. L'uscita non è recente: presentato nel 2023 (progetto Tailwind) è disponibile negli States dall'estate 2023, ma è arrivata da noi solo a giugno 2024 . Sarà per questo arrivo in sordina in Europa, ma si trova poco in rete di questa piattaforma e, per quanto ne so, non ci sono stati annunci pubblicitari: Google da questo lato è abbastanza avara: preferisce guadagnare sulle pubblicità altrui, piuttosto che farne di proprie :-)

L'idea non è niente male: mettere a disposizione un motore di AI e lasciare che ogni utente lo istruisca per i propri scopi!

Esistono già motori open-source da scaricare e poi far funzionare in locale, ma richiedono GB di spazio, e un computer piuttosto potente sempre in funzione. La proposta di Google è che ogni utente (cioè ogni possessore di un account Gmail) ha uno spazio (di cui per ora non ho trovato la grandezza) in cui caricare propri documenti (soprattutto testi e/o PDF), eventualmente già presenti sul proprio Drive e darli in pasto al motore di analisi. In un tempo abbastanza breve, il risultato non è un riassunto di ogni documento (ormai lo fanno in molti), ma la possibilità di fare domande sull'argomento contenuto.

Il sistema si trova all'indirizzo notebooklm.google.com e per il momento non si trova ancora nel menu generale delle app Google (il quadrato di 9 pallini in alto a destra nei browser): probabilmente perché è in fase di test.

Esempio d'uso: carico il PDF dell'opera di Pirandello "Il Fu Mattia Pascal" (abbastanza noto per poter verificare che le risposte siano corrette). Dopo pochi minuti (nelle mie prove non ho mai superato i due minuti, per un PDF di 450 pagine) vengono proposte alcune domande tipo, ma noi possiamo fare quelle che vogliamo. 

Esempio:

  • qual è la trama del libro
  • qual è l'occasione che permette al protagonista di lasciare la famiglia?
  • che problema si presenta durante questa seconda vita, che lo convince a tornare a casa?
  • quando torna a casa, a fine libro, come è la sua situazione?
  • in che periodo storico si svolge l'azione?
  • ... altre cose che non mi vengono in mente, ma che capitano di solito all'Esame di Stato!
Nelle mie prove ho caricato il manuale della mia auto (un PDF da 450 pagine e 130MB e due più piccoli, attorno ai 90MB):
Ero un po' dubbioso, per cui sono partito con una domanda insidiosa per verificare che l'abbia letto sul serio: dove si trova la batteria di servizio? Insidiosa perché si tratta di una ibrida e la batteria da 12V è sotto il sedile posteriore:
Bene, la risposta è stata corretta, fornita anche con i riferimenti al manuale: cliccando su questi si apre il PDF nel punto giusto.
Ho provato domande più complesse ("come azzerare la storia dei consumi dal quadro di comando?") e le risposte sono state corrette, fornendo anche metodi alternativi. Se per caso avete un manuale dell'auto in cui i riferimenti dell'indice non corrispondono alle paginate PDF, oppure un argomento è trattato in punti diversi del manuale... questa è una gran bella soluzione!
Il sito permette di caricare dal proprio computer fino a 50 documenti, che sono un bel numero! È anche possibile inserire da Drive (solo Documenti e Presentazioni, niente fogli elettronici):
ma anche link a siti web e link a video YouTube. Ogni link conta come un documento, qualunque sia la sua grandezza (un sito web è comunque alla fine un file di testo, leggerissimo rispetto a un PDF).
Una cosa interessante è la possibilità di inserire file di testo o addirittura scrivere una nota, che poi verrà inserita come una sorgente. In questo modo si può modificare, entro certi limiti, le risposte: in questo caso potrei inserire che non mi interessano i comandi che vengono dati solo dall'infotainment (non ha senso, ma solo per dare l'idea): dopo aver scritto la nota, la si seleziona e si clicca su "converti in fonte":

Si possono salvare le risposte: è utile farlo quando la risposta proviene da una serie di domande che si sono affinate fino a quella finale. Invece di doverlo fare un'altra volta, si salva la risposta in Nota e la si trasforma in sorgente. In questo modo, il software sarà indirizzato subito sul percorso giusto. Una nota così salvata non potrà essere modificata.

C'è da notare un baco nell'interfaccia: quando siamo dentro ad un Notebook, possiamo cercare ovunque come chiuderlo e tornare alla schermata principale... ma si trova nulla! Per trovare un link all'indietro (da buon programmatore, il tasto Back del browser si tocca solo quando necessario!) ho girato con il mouse cercando dei link nascosti... Eccolo! Sulla parola in alto a sinistra:
Così possiamo tornare indietro e trovare tutti i nostri notebook!

Infatti, non l'ho detto, ma è possibile creare più Notebook, ciascuno con un massimo di 50 documenti. Ciascun Notebook è un universo a se stante: chiedere nel Notebook1 qualcosa inserito nel Notebook2 non ha senso; al massimo possiamo caricare in uno dei due i documenti dell'altro (non ci sono funzioni di merge tra Notebook).

Studio: deve c'entrare in qualche modo, dato che ricorre spesso l'esempio di domande legate ad un riassunto per un esame. Praticamente, si sta chiedendo all'AI di preparare una lezione (ma a quel punto non sarebbe più semplice ascoltare i prof durante le lezioni?). Ovvio che se si tratta di uno studio auto-didatta, l'utilità c'è; ma bisogna fidarsi: le pagine sono piene di avvertimenti che l'AI potrebbe sbagliare e dimenticare argomenti importanti...

Audio: se forniamo documenti in inglese (e lo comprendiamo bene), si può chiedere di generare un riassunto audio, che consiste in due entità che dialogano (appunto in inglese), parlando degli argomenti contenuti nelle sorgenti! È qualcosa di più divertente e meno noioso che stare a sentire un riassunto vocale. L'accesso alla funzionalità si trova, ben nascosto, sotto il comando Guida di NotebookLM, in basso a destra (da non confondere con la stessa voce nel menu in alto a destra! Google non è mai stato eccezionale con le interfacce grafiche...). Proprio un mese fa, è stata persino introdotta la possibilità di guidare il riassunto, tramite un frase, come per esempio: "considera solo i seguenti argomenti" ed il file audio conterrà solo discussioni sugli argomenti indicati.

Condivisione: ovviamente, in stile Google, qualunque cosa, da interi Notebook alle singole sorgenti, fino alle risposte e ai file audio dei riassunti, può essere condivisa nel solito modo, come fosse un documento di Drive.

Privacy: trattandosi di Google, il re dei dati, c'è sempre qualche dubbio su quale fine fanno i documenti / dati spediti al software di ML. Google scrive esplicitamente che non farà uso di nessun documento o dato fornito come sorgente, queste non saranno usate per istruire altri algoritmi di AI. Anche se in fondo è anche scritto "se non ve la sentite di spedire documenti confidenziali... allora non fatelo". Un controsenso con l'affermazione precedente... Io al momento ho solamente usato materiale già presente in rete, per cui me la sono sentita di spedirli :-)

Costi: come scritto da Google stesso nel manuale, si tratta di un prodotto in fase di test, per cui attualmente è completamente gratis. Se uscirà da questa fase, è probabile che in futuro la parte gratis sia limitata, per esempio nel numero di notebook, oppure nel tipo di fonti utilizzabili (per ora non sono previste immagini, fogli elettronici o documenti più complessi). Per il momento sfruttiamolo!

[EDIT]: Google alla fine ha inserito un piano a pagamento (visto il costo di manutenzione di una IA, era ovvio che succedesse), che prevede un numero più alto di documenti, domande, ecc… Difficile fare confronti con altri modelli, primo perché questo a quanto ne so è l’unico caso in cui siamo noi ad addestrare l’IA con i nostri documenti; secondo, perché l’upgrade avviene aggiornando Google One, quindi ottenendo tra le altre cose, 2 TB di spazio disco, la versione Pro di Gemini (l’IA di Google) e altre cosette. Per chi usa queste cose, il prezzo è competitivo.

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Se sei interessato alla programmazione, potresti provare a vedere il mio blog su argomenti di programmazione. Se invece ti interessa la fisica, potresti provare la fisica di massimo, dove io e il mio gatto discutiamo di argomenti di Fisica.

2024-09-07

Prova su strada del browser Arc

Il browser Arc sta uscendo da prodotto di nicchia e se ne sente parlare un po' di più. Circa 8 o 9 mesi fa, lo avevo scaricato, per vedere se poteva essere un sostituto per Edge (Chrome di Google non esiste più sul mio Mac); l'avevo disinstallato il giorno dopo: troppo diverso, poche spiegazioni, per poi ottenere la stessa cosa: navigare. Ma ora l'idea è di provarlo un po' più a fondo (sto scrivendo da Arc) ed il processo è tutto in diretta 😀

Il confronto sarà ovviamente rispetto a Safari (default su MacOS) e Microsoft Edge (basato sul motore di Chrome, ma un po' meno pesante dell'elefante di Google). Anticipo anche che sono molto pignolo sull'interfaccia grafica dei software e qui non faccio eccezione.

Inizio e avvio

L'app non è presente sullo Store, come per altri browser (ma è stata notarized da Apple, per cui è sicura), per cui occorre andare sul sito per scaricarla; l'installazione è al solito un drag&drop.

La partenza (fatta con Mac appena svegliato dallo sleep) è piuttosto lunghetta (i nuovi processori ARM ci hanno abituati male): 7-9 secondi, un'eternità, ma anche gli altri due non fanno tanto meglio: per Edge è la stessa cosa, Safari un paio di secondi in meno. Poco importante: con la gestione della memoria di MacOS, possiamo lasciare aperti i software usati spesso.

Non si presenta bene: il colore scelto di default è una sorta di verde/giallo che ricorda l'acqua di una palude... per fortuna si può cambiare (right-click sulla barra a sinistra, Edit Theme Color).

Noto che una parte dell'interfaccia compare in italiano, mentre tutti i menu sono in inglese: non è un problema, ma per coerenza preferirei una sola lingua, fosse anche solo l'inglese.

La primissima cosa da fare, per me obbligatoria (perché non è di default?): dal menu View far comparire la Toolbar  e poi dalle preferenze far comparire la barra degli indirizzi: odio non avere un feedback di dove mi trovo! Poi, andare nelle preferenze Advanced e attivare Show full URL. Gli sviluppatori non devono considerare gran che questa opzione, avendola messa nelle Advanced...

Supporta le gesture standard di Safari, cosa che purtroppo Edge non fa: swipe a destra si torna indietro, a sinistra si va avanti. Per chi come me usa la trackpad sono utilissime. Anche il comando di ricarica pagina è standard (cmd-R, ma non lo trovate in nessun menu).

Gestione preferiti: ...non ci sono

La differenza enorme, che potrebbe fermare visitatori non motivati (come è successo a me mesi fa) è che i preferiti/bookmarks/segnalibri, comunque li si chiami, non esistono: qui ci sono i pinned tabs (in italiano: schede appuntate). Ma gli sviluppatori sono convinti che non si debbano proprio usare o comunque averne pochini: per me che ne ho circa 250... suona l'allarme! Comunque è possibile importarli da un altro browser; l'ho fatto, per scoprire che vengono inesorabilmente piazzati in uno spazio sulla sinistra del browser, non è possibile spostarli, in particolare in alto, dove sono abituato a trovarli.

Qualcosa di simile hanno fatto Safari e Edge, ma su entrambi si possono riportare in alto: qui no. Ho visto qualche discussione sui forum: gli sviluppatori non sono interessati a fornire questa opzione. Andando avanti, si può capire la scelta, ma l'idea di non dare nemmeno la possibilità mi lascia perplesso. Se i preferiti hanno nomi lunghi, si è costretti ad allargare la sezione, con uno spreco di spazio notevole, mentre se fossero in alto si perderebbe non più di una riga. Per risolvere il problema, è possibile nascondere questa colonna di preferiti (icona in alto a sinistra), che può essere richiamata portando il mouse contro il bordo di sinistra (come fa Safari per preferiti, history e pagine di lettura). Ok, buona soluzione, ma chi come me aveva un bel clipboard manager (PastePal) che presenta la stessa funzionalità, ha dovuto spostarlo da un'altra parta: i tab devono restare a sinistra!

L'importazione dei preferiti (ops! Dei pinned tabs) procede normalmente, ma mi ha fatto scoprire una cosa orrenda: qui i radio button funzionano al contrario! O comunque, la grafica non è corretta. Nel mio mondo, l'opzione si considera selezionata quando il pallino è pieno. Infatti all'inizio davanti a questa interfaccia


mi sono detto "Mi fanno importare da due browser contemporaneamente?" Clicco su Edge per disabilitarlo:

Il sospetto viene, perché invece che nero il pallino è blu e l'icona di Safari sembra leggermente trasparente, ma andando avanti (scelta del profilo) scopro che in realtà ho selezionato Edge! Capisco che il pallino blu sia elegante... ma per favore, non usate un pallino pieno per indicare quello non selezionato! E poi: perché non usare i radio button standard del sistema operativo? magari non sono belli, ma li capiscono tutti! Però... nelle preferenze la grafica è quella standard (di Chrome: non bella ma logica), per cui attenzione... Devo dire per contro che dopo l'importazione dei preferiti non l'ho più visti.

Il processo fornisce la possibilità di importare anche i cookie: questo proprio no! Immagino l'utente medio ("click avanti-click avanti-click avanti" durante il processo) che si porta dentro al nuovo browser tutti i cookie del vecchio, compresi i tracciamenti, le pubblicità visitate... Utile poterlo fare, ma non di default! Per contro (positivo) mi fa scegliere quali cartelle di preferiti importare (ma solo sul primo livello): non so se sia utile, ma meglio avere la scelta.

I miei preferiti sono diventati pinned tab e me li trovo tutti a sinistra. Facciamo un po' di spazio, eliminando i tab di default (più che altro roba di Arc): seleziono la cartella, tasto destro, remove. Giustamente mi chiede se sono sicuro, ma lo fa con questo dialogo:


Mi pare di essere su una piattaforma di giochi, con bei colori e persino lo shortcut da tastiera (è dal 1984 che Esc serve per uscire dal dialogo e Invio per accettare); deve essere lo stesso designer dei radio button di prima. Questione di abitudine, ma questa grafica mi sembra troppo invasiva. Il successivo software userà uno sfondo giallo con scritte blu? Le Human interface guidelines dove sono finite?

Ma torniamo ai pinned tabs: dopo l'importazione e dopo aver aperto qualche cartella per trovare i miei preferiti, non trovo più i tab che avevo aperti in precedenza: dato che sono messi sotto a quelli pinned, bisogna sempre fare uno scroll più o meno lungo per arrivarci. Comunque, ora clicco su un preferito: questo si illumina (notiamo il bellissimo sfondo color palude...) mostrando un segno meno: se lo clicco, il tab si chiude, cioè non vedo più la pagina, ma il preferito (per fortuna) resta. La chiusura però avviene anche se clicco su un altro preferito: ecco perché l'hanno chiamati tab: è come se fossero sempre aperti.
Facciamo invece attenzione al fatto che, se passo col mouse su un pinned, (in figura ho cambiato lo sfondo 😄) anche non aperto, compare una X che, se cliccata archivia il tab, in parole povere lo cancella, lasciandolo solo nella history: questa non viene mai chiamata così nell'interfaccia, ma nelle preferenze sì! Se invece vogliamo cancellarlo del tutto (non ho capito se resta nella history anche in questo caso) allora right-click e remove pin. In cima alla lista dei pinned ci sono quelli chiamati preferiti (ma dai, allora ci sono...): sono in pratica la stessa cosa dei pinned, con l'unica differenza che sono disponibili in tutti gli spaces di un profilo. Come default vengono forniti YouTube ed il calendario di Google... per me abbastanza inutili, per cui l'ho sostituiti con l'indirizzo di una delle caselle di posta. C'è un numero massimo di preferiti, due per riga.

Tab, Spaces e Finestre

Abbiamo parlato di Spaces: sono liste che suddividono aree di lavoro: p.es. i link usati per lavoro da quelli di un hobby o ancora da quelli di informazione. Ogni space può avere un colore di sfondo diverso (ecco dove possiamo cambiarlo!). Anche chiamati in modo diverso, li ha introdotti anche Edge.Per me sono inutili: il confine tra lavoro ed altro è sempre molto sottile; tuttavia, se qualcuno è abituato ad aprire quantità infinite di tab, potrebbero essere utili. Al solito, meglio averli e non usarli che non averli del tutto.

Ma perché gli sviluppatori di Arc ce l'hanno a morte con i veri preferiti? Per evitarli, hanno introdotto una ricerca che fornisce come risultati sia quelli dalla rete che dai pinned: (lo fanno anche Safari e Edge, ma qui diventa importante) questi ultimi sono distinguibili solo dalla scritta Switch to Tab: se si clicca proprio lì, si apre il pinned scelto, ma nel tab originale. 
Perché dico questo? Supponete di voler aprire due preferiti e passare da uno all'altro per confrontare: posso da un lato dividere lo schermo in due (fino a 4, a quanto ho capito: ottima funzione, implementata anche da altri), ma se nel confronto ho bisogno di essere a tutta pagina, devo avere la possibilità di passare da uno all'altro con un click. Ma se i due pinned sono distanti come posizione, diventa una corsa ad ostacoli (ed ogni volta il precedente tab viene chiuso!). Se invece si fa due volte (o più) la procedura di nuovo tab tramite ricerca, quelli a cui ho switchato restano, per così dire, accesi e posso passare da uno all'altro: tutti quelli scelti sono vicini tra loro. Ma attenzione a non sbagliare: se per caso avete bisogno di aprire una cartella dei pinned, resta aperto solo l’ultimo, l’altro è andato e bisogna riaprirlo. Suppongo che gli sviluppatori non abbiano mai avuto una simile necessità; a me capita spesso e l'unico modo è di aprire un'altra finestra e passare da una all'altra con il solito swipe di MacOS.

Configurazioni

Dopo un periodo minimo di 12 ore (configurabile fino a 30 giorni) i tab aperti (ma non i pinned) sono archiviati: scompaiono dalla lista e finiscono nella history.
Ancora una cosa sulla navigazione: come detto, ho inserito come preferito (= disponibile in tutti gli spaces) la mia Gmail a cui è collegato questo blog. Usando la navigazione di Google (i 9 pallini in alto a destra) ho cliccato sull'icona del blog: questa è comparsa aprendo una Little Arc Window, una sorta di popup, che non compare tra i tab. Possiamo aprire una simile finestra tramite il comando da menu e passando dalla solita ricerca: per me l'unica differenza è che si tratta di una finestra pulita, senza tutti i tab e compagnia. Dovrebbe essere un modo veloce per consultare un sito, ma non capisco il motivo della sua esistenza. Forse un tentativo di semplificare l'accesso veloce, ma per me aumenta la confusione.

Per chi usa gli spaces, c'è la possibilità di aprire determinati link (da app o da domini definiti) in uno space apposta, definendo il percorso (route) nelle preferenze con l'Air Traffic Control (!). Esempio: tutti i link provenienti da gmail.com. Non male, se appunto si usano gli spaces.

L’app è fatta per funzionare a tutto schermo (nel senso MacOS): quando la si riduce a finestra si trova che lo spazio è un po' ristretto. C’è comunque la possibilità di aprire finestre aggiuntive, ciascuna con tutto al suo interno per una navigazione completa. La nuova finestra si apre con il profilo e lo spazio attuale, mentre si può anche aprire una Blank Window, completamente vuota. Non manca l’incognito window, dove non si dovrebbe tener traccia dei cookie. Poi c'è la Little Arc Window, di cui abbiamo già parlato (a fianco la ricerca che permette di aprirla).

Un capitolo a parte sono le preferenze: esempio di come non bisogna fare l'interfaccia.
Il problema è che ci sono le preferenze dell'app (che si aprono come al solito con Cmd-, o tramite il menu), in una finestra apposita, ma anche le preferenze di Chromium, alle quali si arriva dopo qualche click. Queste si aprono a tutto schermo nel browser, ma restano in secondo piano: per leggerle bisogna chiudere la finestra delle preferenze dell'app! Così facendo non si riesce più a tornare indietro per aprire un'altra scheda delle preferenze, se non riaprendole!

Nello screenshot qui sopra vediamo la finestra delle preferenze dove ho appena cliccato una "i", che ha aperto una pagina sotto la finestra! Per leggerla, l'unico modo è chiudere le preferenze. L'app è in inglese, quindi anche la finestra preferenze; ma quando si va sulla parte gestita da Chromium, le scritte sono in italiano.

Qui sopra vediamo una pagina tipica di Chrome, che si raggiunge solo cliccando in alcuni punti della finestra delle preferenze.
Una nota sulle definizioni: c’è la possibilità di bloccare i cookie di terze parti, cosa che faccio sempre. Qui nelle preferenze c’è scritto che i cookie terzi sono usati per mantenere l’accesso, gli articoli nel carrello, ecc… Ma allora sto bloccando i cookie di proprietà del sito? Se questo è vero, non è possibile bloccare i cookie veramente terzi? Da approfondire: forse la traduzione non è fatta bene, perché sia Chrome che Edge hanno una suddivisione più corretta.
Nota: non è possibile non pre-caricare alcunché: le sue scelte sono “precaricamento esteso” e “standard” (“alcune delle pagine sono prevaricate”). Non mi piace, ho sempre disabilitato il pre-caricamento (nessuno può sapere dove farò il prossimo click!).

Funzioni e considerazioni aggiuntive


Quelle nuove sono due, interessanti per l'idea: la prima è chiamata Boost: permette di modificare una pagina nei suoi colori, intonazione, luminosità e caratteri, in modo definitivo, nel senso che le modifiche, fatte tramite un piccolo popup, vengono registrate ed applicate ogni volta che si accede al sito. C'è anche la possibilità di inserire codice CSS e Javascript. Inoltre si possono anche far sparire (zap) elementi della pagina, per esempio pubblicità (basta che non cambino URL). Interessante, appunto; non so quanto utile ma certamente una fonte di grande perdita di tempo!

L'altra funzione è la possibilità di usare una lavagna digitale (qui chiamata Easel), su cui si possono incollare link, pagine, figure geometriche e tratti a mano libera (col solo mouse è difficile). Si possono condividere tramite link: gli utenti che hanno il link (ovviamente che usano Arc) possono editare a loro volta:

In pratica è una sostituzione dei documenti Jam di Google, ora dismessi.

Come ormai tutti i browser, ci sono gli strumenti per sviluppatori; si possono aprire come al solito (Cmd-I) oppure con una versione arricchita: ctrl-D, da dove è possibile copiare link, fare screenshot della pagina, aprire la console, esaminare il codice (le solite cose da sviluppatori)

È stato fatto un buon lavoro sull'occupazione RAM: pur essendo un browser e quindi un divoratore di memoria, al momento, dopo tre giorni di uso, l'occupazione totale è di 1,6 GB. Cifre grosse, ma Edge non è da meno. Solo Safari, con gli stessi tab, sta poco al di sotto, ma potrebbe essere un caso. E qui ci sono funzionalità aggiuntive.

C'è poi una parte di intelligenza artificiale (ovvio, oggi non se ne può fare a meno...) qui chiamata Max: non ho trovato che fornisca qualcosa da avere assolutamente: organizzazione dei tab aperti (così poi non li ritrovo...), nomi "parlanti" di tab e download per poterli individuare (decido io come chiamarli), uso del proprio account di ChatGPT dalla ricerca, apertura automatica del primo risultato di ricerca (che fatica fare un click sulla prima posizione...), preview di un link... Alcune cose sono già disponibili in altri browser, alcune non sono da AI. Inoltre nell'help è scritto che "al momento non ci sono piani di pagamento per l'uso di Max", ma in seguito chissà...

Sicurezza e privacy


Non posso dire molto: si tratta del motore di Chrome e di Edge e la loro sicurezza si basa più che altro su chi ci costruisce attorno (oltre ovviamente all'utente!): da poco Google ha fatto sapere che bloccherà i cookie di terze parti come configurazione di default. Però non bisogna dimenticare che il modello di business di Google è soprattutto la gestione dei dati, per cui non mi viene istintivo fidarmi ciecamente di Google.
Mi fido di più di Edge (Microsoft ha lo scopo di vendere il suo sistema operativo Windows, quindi in teoria dovrebbe renderlo più sicuro possibile - i risultati con il suo Defender si cominciano a vedere) o di Safari (stesso motivo per Apple, che oltre tutto sta facendo della sicurezza il suo cavallo di battaglia).
Non conosco invece il business model di questa Browser Company: nella sua safety policy afferma di non tenere dati, di non spiarci e di non vendere i nostri comportamenti; bisognerebbe sapere chi la sta finanziando (il browser è gratis). Il fatto di aver letto tra le righe che in futuro l'uso dell'AI potrebbe essere monetizzato, per me è positivo: quando una cosa è gratis, il prodotto da vendere siamo noi (naturalmente Open Source esclusi). Per ora sono propenso ad essere ottimista: vedremo.

Riassunto finale


La necessità di avere un browser basato su Chromium ma meno elefentiaco di Chrome si sente: tanto che se devo usare quel motore ho installato Edge (orrore! Un software MS su Mac! 😀 Le guerre di religione sono finite!).
Indubbiamente si tratta di un browser che si differenzia dagli altri, soprattutto nel modo in cui richiede di essere usato. Ho usato questa espressione (richiede) perché l'utente deve abituarsi al modo di pensare dello sviluppatore. Di solito questo è negativo: è il software che deve adattarsi; qui l'idea dello sviluppatore è "impara questo metodo nuovo e ti troverai bene". Ricorda l'accusa che spesso viene fatta ad Apple: non dare la possibilità all'utente di scegliere certe cose, Apple sa cosa fa! Qui è lo stesso: viene detto di abbandonare l'idea dei bookmark/preferiti, lo sviluppatore ti insegna come devi lavorare.
La cosa mi pare un po' troppo spinta rispetto a quello che ha fatto Apple (o meglio, Xerox): quella prendeva la metafora di scrivania, documenti, cestino. Qui invece si va sul concetto che tramite una ricerca online si trova tutto e se proprio si pensa che sarà difficile ritrovare quel particolare sito, allora lo salviamo come pinned, ma deve succedere poche volte.
L'idea di provare meglio qualcosa di nuovo è come al solito entusiasmante: proverò ad usarlo un po' più intensamente e vedremo cosa ne penserò in seguito. Le funzionalità aggiuntive (Easel, Boost) anche se interessanti, non mi sembrano da sole motivo per cambiare direzione. Vediamo come si trasforma il mio flusso di lavoro (un browser Chromium mi serve comunque).

Dopo l'uscita sul Mac, è disponibile anche la versione Windows: potrebbe essere che in quel mondo, dove le finestre hanno ciascuna il proprio menu, questa filosofia venga meglio accettata. Ma c'è la grossa concorrenza di Edge, con lo stesso motore e ben integrato con l'AI di Bing, fatto tutto in casa propria. Senza dimenticare che anche Firefox sta ammodernandosi, ma restando abbastanza leggero.

Esiste anche la controparte iOS, che non si definisce browser, ma solo motore di ricerca. Ma di questa parleremo in seguito...

[EDIT]: all’inizio del 2025, the Browser Company ha annunciato l’apertura di un nuovo progetto di browser (chiamato DIA), centrato sull’intelligenza artificiale, puntando quindi su un browser con meno potenzialità, ma molto più semplice nell’uso. Nello stesso comunicato, ha fatto sapere che il browser Arc riceverà solo aggiornamenti di sicurezza e del motore chromium, di fatto decretandone la fine (anche se molti continuano ad usarlo per le sue potenti caratteristiche. A metà 2025, Atlassian ha acquistato The Browser Company: viene detto che questa continuerà ad operare normalmente, con il supporto dietro le quinte di Atlassian (quelli di Jira, per capirsi). Nessuna informazione aggiuntiva su Arc, che al momento continua ad essere aggiornato solo nel motore. Cosa succederà in seguito… non è dato di sapere.

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2013-02-09

XCode 4.6, ARC e Snow Leopard


Verso la fine di Gennaio 2013 è uscita la nuova versione di XCode, la 4.6.
Alcune correzioni e miglioramenti, nessuno molto visibile; un grosso problema, visibile solo a chi ne ha bisogno...
Apple sta consigliando di passare al sistema ARC (Automatic Reference Counting) di gestione della memoria; è un sistema molto semplice, per il quale in sostanza ci si dimentica di gestire la memoria. Durante la compilazione, LLVM si occupa di esaminare il codice e di aggiungere vari comandi retain e release, senza dover essere noi a pensarci; ogni oggetto viene rilasciato immediatamente quando non serve più, con minore occupazione di memoria. Il programmatore ha comunque sempre i mezzi per intervenire e dire al compilatore di gestire in modo diverso.
È un ulteriore passo avanti rispetto alla GC (Garbage Collection), che rilasciava gli oggetti solo in determinati momenti; qui ora può capitare che un oggetto che non viene usato venga distrutto appena creato.
Ok, tutto molto bello. Inoltre, il codice così scritto è indistinguibile da un codice di tempo fa, dove era il programmatore a rilasciare gli oggetti: la sola differenza è che tali istruzioni vengono inserite dal compilatore e non dal programmatore. La stessa Apple invita a non utilizzare più la GC, indubbiamente meno efficiente. Allora, visto che il codice è indistinguibile, un'applicazione compilata in questo modo può girare anche su Snow Leopard (MacOS X 10.6).

Figuratevi la mia sorpresa quando, con XCode 4.6, ho riaperto una app compilata a Dicembre 2012, modificata e, per scrupolo, provata sul 10.6: non partiva nemmeno! Crash immediato!
Ok, torniamo al codice di Dicembre... crash!
Provati un numero innumerevole di esperimenti: nulla! Dato che l'ultimo XCode funzionante su 10.6 era il 4.2 (che però non funziona su MacOS X 10.8, dove gira la versione 4.6), ho collegato i due Mac, aperto da XCode 4.2 il progetto di XCode 4.6 (con un po' di accorgimenti)... il debug diretto non aiutava, anzi: i crash avvenivano in punti diversi ogni volta, come quando c'è un problema nel caricamento dell'interfaccia, che però non aveva senso.
A quel punto è sorto il sospetto: facendo in modo che un oggetto dove avveniva il crash fosse escluso dalla gestione ARC, il crash avveniva in altro oggetto, che, una volta escluso dall'ARC, funzionava.

A quel punto, il sospetto si ingrandiva e potevo fare una ricerca più mirata su Google: eureka!!!
La versione 4.6 si porta dietro un baco (voluto o casuale? Mah...) che impedisce il funzionamento delle app su Snow Leopard!!!
Questo per tutti coloro che vogliono mantenere la compatibilità con Snow Leopard (gli utenti professionali tardano ad aggiornare i loro sistemi, in attesa che tutte le applicazioni acquistate funzionino sul nuovo), si vedono costretti a modificare il codice per tornare al MRC (vedi nota).
La conferma è su questo thread, recentissimo.

Soluzione? Per ora, per quanto ne so, una sola: entrare nel proprio account developer, scaricare XCode 4.5.2 e sostituire con questa l'ultima versione. Appena fatto e tutto funziona.
Ah, sì: fare una segnalazione di baco ad Apple!

EDIT: la nuova versione di Xcode (4.6.1) ha corretto il baco e tornata alla normalità