2026-03-15

Il razzo, la piuma e riflessioni sull'economia

Questa volta l'argomento non è tecnologico, ma un post su FB mi ha fatto drizzare le antenne.

Ho sempre visto l'economia come una non-scienza (e, scherzando, l'ho sempre detto ai miei ragazzi che intendevano iscriversi alla Facoltà di Economia... suscitando le loro proteste 😄); con questa espressione intendo che certamente usa metodi scientifici (diciamo "statistici", vista la quantità di variabili in gioco) ma non bilanciati, onesti. Oggi ne ho avuto la conferma; chi ha studiato economia ne sa più di me e mi perdoni se non uso termini tecnici, che non conosco: sono solo un fisico!

Tutto parte dal noto aumento immediato della benzina alle pompe, dovuto all'aumento del barile di petrolio, seguito poi da una diminuzione diluita nel tempo, quando il barile diminuisce.
Gli hanno anche dato un nome preciso: la "teoria del razzo e della piuma", che si trova su tutti i libri (e sugli articoli trovati in rete, tra cui ho trovato appunti di lezioni).
Dal discorso escluderei il venditore finale: a quanto ho capito, il benzinaio ha poco margine di manovra sui prezzi e guadagna un valore fisso (non percentuale) per ogni litro venduto. Il procedimento è comunque lo stesso, chiunque sia il beneficiario: basta risalire di un gradino o anche di più.

1) Il prezzo del barile aumenta, allora non posso continuare a vendere a prezzo vecchio (anche se ho acquistato in quel modo), perché la nuova cisterna la pagherò al prezzo nuovo: mi devo fare i soldi per comprare il nuovo carico, che mi costerà di più, per cui aumento subito; questo mi permette di continuare a lavorare anche nel caso non avessi nulla in cassa.
Modellizzando, se ho in stock L litri di benzina e l'aumento unitario è di p euro/litro, sono "costretto" a guadagnare un extra Lxp, differenza tra quanto l'ho pagato (trascuro i ricarichi per semplicità) e quanto lo vendo. Questo è l'effetto "razzo".

2) Dopo un po' di tempo, più lungo della durata di uno stock, il prezzo del barile diminuisce, magari della stessa quantità unitaria p; a quel punto, l'economista mi dice: non puoi vendere sotto costo, quello che hai in magazzino l'hai pagato con la maggiorazione, quindi devi venderlo ancora al prezzo maggiorato, fino a che non hai finito quello stock. Da qui l'effetto "piuma": i prezzi scendono lentamente, man mano che i magazzini si svuotano.

Il risultato è un "guadagno extra" Lxp,. La parte in cui il prezzo diminuisce non genera guadagni extra, perché si sta vendendo coerentemente al prezzo pagato per lo stock di quel momento.

Facendo un po' di ricerche "economiche", questo effetto si ha per prodotti a filiera verticale (più intermediari ci sono, "meglio è"), prodotti in cui è difficile o non immediato fare confronti con la concorrenza, prodotti il cui prezzo ha poca influenza sul volume di vendita (se devo muovermi in auto, manderò accidenti ma il pieno devo farlo), o poche società forniscono tutto il mercato.
La controprova si ha con le vendite online, dove è semplice fare confronti e la concorrenza funziona: se la stessa scheda RAM costa meno nel negozio A, la acquisto lì.

Pur avendo sempre notato l'effetto (tutti lo notiamo), questo è la prima volta che qualcuno me lo spiega con le sue giustificazioni (letto su Facebook e poi approfondito in rete, scovando appunti articoli, libri e appunti - la modelizzazione è invece mia).

Tre considerazioni:

1) questo modello è chiaramente "protettivo" per chi vende; quando c'è l'aumento, permette di acquistare il lotto a prezzo maggiorato anche se la cassa fosse vuota (cosa che mi pare altamente improbabile...). In pratica, protegge il produttore/venditore del bene, giustificando un guadagno extra. D'altra parte, in una società capitalistica, cosa mi potevo attendere?

2) La persona il cui post ha acceso la mia attenzione è chiaramente competente nel campo: lo vedo dai termini, dalle spiegazioni usate, ecc... C'è però un grosso buco: la cosa è presentata come una legge economica, allo stesso livello della legge di gravitazione universale e della legge fondamentale della dinamica. Con la differenza che la F=ma vale e varrà sempre, anche dopo l'estinzione dell'umanità (brrr...), mentre la legge economica esiste in una certa forma perché la nostra società l'ha creata e accettata, agendo in un certo modo; accettiamo che ad ogni aumento ci sia un extra guadagno. per chi produce/estrae/altro. È qui che dovrebbero innestarsi meccanismi che gestiscano in qualche modo la faccenda (accise mobili? Tasse extra? Correttivi? E che ne so, non sono mica un economista! Pago della gente per fare queste cose e diamo loro anche dei privilegi per poterlo fare su mio mandato - ok, meglio "paghiamo" e "diamo": non diamoci tutta questa importanza!).

3) <utopia-mode=ON>Il razzo e la piuma sono così per i beni che acquistiamo nonostante il prezzo... Se invece si potesse agire sui volumi, cioè acquistarne meno?
Calmi, sono in utopia-mode 😄
Se si riuscisse a far entrare questi prodotti nella parte di mercato libero, in cui il prezzo troppo alto riduce i consumi? Ok, ci saranno quelli che gireranno su una 3000 cc di cilindrata, ma non sono i pochi che tengono su un mercato diffuso.<utopia-mode=OFF>

Conclusione
Ho chiesto all'AI di definire il termine "economia" (il che equivale a cercare in rete...):

"La disciplina che studia come individui, imprese e società allocano risorse scarse tra usi alternativi per soddisfare bisogni e desideri".

La definizione è molto bella e la finalità mi pare buona.

Vorrei che almeno uno tra i ragazzi di cui ho parlato all'inizio, nuovi economisti, si ponesse lo scopo di migliorare l'economia portandola vicina allo scopo della sua definizione (cioè abbassando la priorità del fare soldi ad ogni costo). E tra quei ragazzi, più di uno ne avrebbe le possibilità.


Chissà...

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